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	<title>Fromm - Istituto Erich Fromm Bologna</title>
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		<title>Presentazione del dr. Roberto Carnevali</title>
		<link>https://www.istitutoerichfromm.it/presentazione-del-dr-roberto-carnevali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marcello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 16:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[carnevali]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentazione: 11 dicembre 2014<br />
Ore 18:00<br />
Presso la Libreria iBs di Bologna<br />
Via rizzoli, 18</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.istitutoerichfromm.it/wp-content/uploads/2016/08/Schermata-2014-11-22-a-11.19.40.png" data-uk-lightbox="{group:'erich-fromm'}"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-251" src="https://www.istitutoerichfromm.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2014-11-22-a-11.19.40-300x161.png" alt="Schermata 2014-11-22 a 11.19.40" width="300" height="161" /></a></p>
<p><a href="http://www.istitutoerichfromm.it/wp-content/uploads/2016/08/Schermata-2014-11-22-a-11.20.37.png" data-uk-lightbox="{group:'erich-fromm'}"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-252" src="https://www.istitutoerichfromm.it/wp-content/uploads/2020/03/Schermata-2014-11-22-a-11.20.37-300x193.png" alt="Schermata 2014-11-22 a 11.20.37" width="300" height="193" /></a></p><p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/presentazione-del-dr-roberto-carnevali/">Presentazione del dr. Roberto Carnevali</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Narcisismo</title>
		<link>https://www.istitutoerichfromm.it/il-narcisismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marcello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2014 14:21:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Freud]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoerichfromm.it/?p=314</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo del Dott. Giuseppe Battaglia e del Dott. Giuseppe Ferrari, pubblicato sulla rivista <em>Il minotauro</em>, Anno XXXIX – Vol. n.2, Dicembre 2012, Gruppo Persiani Editore, Direttore Responsabile della rivista, Luca Valerio FabJ.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Origine del termine &#8220;Narcisismo&#8221;: il mito di Narciso</h2>
<p>Ovidio nelle Metamorfosi narra la vicenda di un giovane molto bello, che incantato davanti all’immagine del suo volto specchiato in una fonte non riesce a staccarsene e muore di fame. Il giovane si chiamava Narciso, era figlio della ninfa Liriope e del fiume Cefiso.<br />
La madre, voleva conoscere il destino del figlio e si recò dal vate Tiresia che le predisse una lunga vita se il figlio, non avesse mai conosciuto se stesso. La madre, non comprese la profezia e con il passare del tempo la dimenticò. Narciso cresceva forte e bello e uomini e donne, si innamoravano di lui, però rifiutava ogni attenzione amorosa, la sua  insensibilità, era tanto grande che un giorno regalò ad Aminio suo innamorato disperato, una spada, perché si suicidasse per porre fine al suo dolore, Aminio per disperazione si trafisse il cuore. Un giorno, mentre Narciso vagava nei boschi a caccia di cervi coi suoi compagni, lo vide la bella Eco che per vendetta, era stata privata da Era dall’uso delle belle parole che usava quando Giove se ne serviva per distrarre la moglie durante i suoi tradimenti. La ninfa, priva dell’uso delle parole, si limitava a guardare Narciso, che per diverso tempo seguiva per valli e monti, senza farsi vedere. Eco un giorno decise di mostrarsi, protendendo verso di lui le braccia, offrendosi teneramente come dono d&#8217;amore. Narciso fuggi inorridito, Eco avvilita si nascose nel bosco vivendo in solitudine. La passione e il dolore, giorno dopo giorno la divoravano, il suo corpo deperì rapidamente fino a scomparire e a lasciare di lei solo l’eco del suo dolore. Gli dei vollero punire l’insensibile giovane e mandarono Nemesi, dea della vendetta, che fece palpitare d&#8217;amore struggente il cuore di Narciso alla vista dell’immagine del suo volto riflessa nell&#8217;acqua di una fonte. Non consapevole di se, ammirava quell&#8217;immagine ed immergeva la mano nell&#8217;acqua per sfiorare quel volto, ma l&#8217;immagine scompariva appena toccava l’acqua. Narciso, dimenticando anche il cibo, rimase incantato presso la fonte cercando di afferrare il suo volto, senza accorgersi che i giorni scorrevano inesorabili.  Morì presso la fonte, anelando un abbraccio d&#8217;amore dalla sua stessa immagine.</p>
<h2>Dal mito all&#8217;età contemporanea</h2>
<p>Questo mito, affascinante e terrificante, arrivato sino ai nostri giorni, immortalato da pittori, scrittori, psicologici, ha toccato e continua a toccare le corde delle nostre emozioni e a coinvolgere le nostre menti. Quali emozioni continua a mobilitare? Esso ci mostra che Narciso, è tragicamente vittima dell’ammirazione che ha per se stesso, non nasce mai come essere pienamente umano, resta imprigionato dalla sua bellezza come in una camicia di forza asfissiante, non percepisce l’amore che gli altri provano per lui e non sa dare amore. Privo dell’amore per gli altri resta smarrito, non capisce che ciò che cercava nell’acqua era con lui, che la sua stessa ricchezza lo aveva reso povero. Anche Eco privata dalla madre degli dei, dall’uso delle sue belle parole è condannata all’isolamento, non può parlare, può solamente vagare nei boschi, può guardare ciò che desidera ardentemente e per questo anche lei muore, priva di cibo, come Narciso. Sono due persone involute e allo stesso tempo sono semidei privati dal poter dare e ricevere amore, questa è una storia che indica che l’uomo ha bisogno di relazioni d’amore. Senza amore non può esistere un autentico Se e nessuna relazione affettuosa.</p>
<p>Narciso&#8221;Contempla gli occhi che sembrano stelle, contempla le chiome degne di Bacco e di Apollo, e le guance levigate, le labbra scarlatte, il collo d&#8217;avorio, il candore del volto soffuso di rossore &#8230; Oh quanti inutili baci diede alla fonte ingannatrice! &#8230; Ignorava cosa fosse quel che vedeva, ma ardeva per quell&#8217;immagine &#8230;&#8221;.Ovidio (Metamorfosi III, 420 e segg.).</p>
<h2>Il Narcisismo nelle teorie psicoanalitiche di Freud</h2>
<p>Da questo mito Freud trasse ispirazione per descrivere il narcisismo. Per il fondatore della psicoanalisi, il feto vive immerso in un piacere totale, dopo la nascita entra in rapporto con il mondo esterno e con gli oggetti che lo circondano e lentamente li vive fuori di se. Attraverso molte frustrazioni il narcisismo primario, normale, si ridimensiona e allo stesso tempo si incrementa la conoscenza di se e del mondo. L’evoluzione per Freud è data dalla trasformazione della libido sessuale che da assoluta diventa relativa. La persona diventa normale quando il narcisismo iniziale viene ridotto diventando socialmente compatibile alla realtà. Per i bambini all’inizio il mondo esterno non esiste, non distinguono “l’io, dal non io“, la sola realtà esistente è: il loro corpo, le loro sensazioni, il bisogno di dormire e di essere in contatto. Gli schizofrenici, per Freud, mantenendo uno stato narcisistico non hanno relazioni con gli oggetti esterni, perché: “ la libido, ritirata dal mondo si è diretta verso l’Ego, dando vita ad un atteggiamento narcisistico“. La condizione del malato mentale è simile a quella del neonato, però c’è una grande differenza: per il bambino il mondo reale non si è ancora costituito, per l’adulto malato ha smesso di essere reale. Nel narcisista, esistono solo esperienze emotive soggettive, essi non reagiscono al mondo esterno come succede nell’illusione paranoica. Paure e sospetti soggettivi nel paranoico si oggettivizzano nel mondo esterno, in tal modo si convince che gli altri cospirano contro di lui. La differenza fra paranoico e nevrotico è data dal fatto che il nevrotico, ha paura di essere odiato e perseguitato e lo sa, è consapevole, per il paranoico, tutto ciò è verità, non c’è consapevolezza. Esempi storici di personalità narcisistiche collocabili a metà strada fra sanità e follia che hanno raggiunto un potere straordinario, sono stati: i faraoni d’Egitto, i cesari di Roma, Hitler, Stalin, ecc. Questi, convinti di essere Dei, hanno esercitato un immenso potere terrorizzante, fondato sulla morte.</p>
<h2>La psicosi secondo Fromm: assoluto Narcisismo</h2>
<p>La psicosi, sostiene Fromm, è uno stato di assoluto narcisismo, in cui la persona è sconnessa dalla realtà, essa, piena di se, pensa di essere una divinità. Freud distingue un narcisismo primario in cui il bambino non ha stabilito relazioni col mondo esterno e un narcisismo secondario in cui vengono avviate relazioni libidiche, che nel corso dello sviluppo, può ritirare per rivolgerlo verso se stesso, narcisismo secondario. Per Fromm vi sono due forme di narcisismo, uno benigno produttivo e uno maligno distruttivo. Nella forma benigna, l’oggetto del narcisismo è il risultato di uno sforzo personale, l’orgoglio narcisistico è dato dal frutto del proprio lavoro, il piacere è contenuto nel processo creativo, nelle abilità espresse. L’energia narcisistica, legata alla fatica fisica e mentale che alimenta il processo è rivolta alla costruzione dell’opera. Il processo, fatto anche di frustrazioni, piega e ridimensiona il narcisismo, mantenendolo dentro i confini della realtà. Nel narcisismo maligno, manca un comportamento, produttivo oggettivo, esso è dato da qualcosa che si ha; per esempio: il corpo o parti di esso, il portamento fisico (come nel caso di Narciso), i soldi e il potere (come nel caso dei faraoni) o da entrambi. La natura maligna è data dalla mancanza della natura correttiva del fare produttivo, della benefica frustrazione della difficoltà del fare. Il narcisista maligno si sente “grande“ per qualche cosa che pensa di avere, non per qualche cosa da raggiungere, non si correla autenticamente con nessuno, può dedicarsi a qualche attività, spesso ossessivamente, è difficile che possa inserirsi pienamente in un progetto di vita o di lavoro autenticamente umano, non sopporta le frustrazioni, soffre, anche terribilmente se non è ammirato per quello che ha, che fa o pensa di avere e perciò, fa per essere ammirato e per avere. Il narcisista maligno vive nella paura che l’oggetto narcisistico che possiede possa essere scalfito e in tal modo perdere l’immagine di grandezza, ha anche paura che l’esaltazione del suo ego possa rivelarsi come il prodotto di una vuota immaginazione. Fromm afferma che: “chi non ha raggiunto nulla tramite il fare produttivo è difficile che possa apprezzare i risultati degli altri e sarà costretto sempre più ad isolarsi nel suo narcisistico splendore“ che “emana odore di morte”. Il concetto di sano narcisismo individuale, può essere applicato al narcisismo sociale.Qualunque gruppo che voglia sopravvivere deve essere investito dai suoi membri di una certa quantità di energia narcisistica, la sopravvivenza del gruppo dipende in qualche modo dal fatto di credere nella vitalità e crearla, di credere, anche in un certo grado di superiorità del loro gruppo in confronto ad altri, senza una tale proiezione narcisistica, emerge con difficoltà l’energia e la forza per il sacrificio del lavoro necessario allo sviluppo dei progetti e al successo.</p>
<h2>La critica di Fromm alle teorie freudiane sul Narcisismo</h2>
<p>Fromm critica le opinioni di Freud che si fondano sulla libido sessuale. Pensa che il concetto può essere meglio sviluppato se si slega dalla teoria della sessualità e si collega al concetto di energia psichica. Anche Jung parla di energia desessualizzata che unifica e tiene unito l’individuo nelle relazioni col mondo esterno. L’assunto di base è che ci sono forze che motivano il comportamento e che l’individuo può essere capito più ampiamente comprendendo queste forze. Riportiamo un esempio di narcisismo tratto da: “Psicoanalisi dell’Amore“, Un paziente chiama il suo medico e gli chiede un appuntamento. Il dottore risponde che può dare appuntamenti per la prossima settimana e indica una data. Il paziente insiste nella sua richiesta senza spiegare il motivo di tanta urgenza, dice che sta a pochi minuti dallo studio, il medico spiega che non si tratta del suo poco tempo per raggiungere lo studio, ma del tempo che lui non ha per riceverlo, il paziente continua a non capire e ad insistere. Questa può essere una persona molto malata, nonostante le spiegazioni, non è capace di vedere la situazione del dottore come qualcosa di staccato da se, tutto ciò che riesce a vedere è la soddisfazione per il suo bisogno, legato al fatto che ci vuole poco tempo per arrivare. Il dottore con il suo orario e con i suoi bisogni, come persona separata non esiste. Il narcisista non riesce a percepire la realtà di un’altra persona come distinta dalla propria. Il mito greco illustra chiaramente come questo “amore per se“ sia una vera tragedia che nella sua forma estrema può sfociare nell’auto distruzione. Anche l’ipocondria è un fenomeno narcisistico, in cui predomina una preoccupazione verso se stessi e uno scarso interesse verso il mondo esterno. Esiste oltre all’ipocondria rivolta al corpo, un’ipocondria morale, in cui la paura non è per le malattie o per la morte ma per gli errori fatti o per i peccati commessi. Queste persone delle volte possono apparire interessati agli altri, in realtà si occupano soltanto di loro, di ciò che gli altri potrebbero dire. Questo tipo di narcisismo negativo appare negli stati di melanconia, caratterizzato da sentimenti di inadeguatezza, illusorietà e autoaccuse. Come si riconosce un narcisista?In genere sono persone che anche quando dicono banalità, mostrano un alto grado di auto soddisfazione, di solito non ascoltano ciò che dicono gli altri. Si può riconoscere dalle reazioni alla critica, questi negano la validità di ogni critica, oppure reagiscono con rabbia o depressione. Il narcisismo può nascondersi anche dietro atti di umiltà e modestia quando questi atteggiamenti sono espressione di auto-ammirazione. Ai narcisisti, manca un autentico interesse per il mondo esterno perché temono di essere ammirati o scalfiti. Il narcisismo non va confuso con l’egoismo, il primo come abbiamo detto vive nella sua realtà e non vede ciò che sta all’esterno, l’egoista, ha scarsa simpatia e amore verso gli altri, non implica la sopravalutazione di se, il narcisista è cieco verso l’esterno, l’egoista vede. I narcisisti difficilmente prendono come oggetto tutto il loro corpo o il loro essere, il più delle volte prendono aspetti parziali, l’onore, l’intelligenza, l’abilità fisica, il proprio spirito, il bell’aspetto o parti del corpo, il naso gli occhi, le gambe o altro. Se ci pensiamo un attimo, ci accorgiamo che tutti gli idoli religiosi sono rappresentati da aspetti o tratti parziali dell’uomo. Coloro che hanno fatto della loro intelligenza una divinità e si rendono conto di aver detto qualcosa di sciocco, possono andare in depressione. Il narcisista, non accetta i propri fallimenti e non accetta neanche le critiche degli altri, si sente oltraggiato e pensa che l’altro sia troppo insensibile, ineducato, scostumato. Il narcisista come fa di se un’immagine idolatrica, lo fa per tutto ciò che gli sta attorno, le sue conoscenze, la sua casa, le persone della sfera dei suoi interessi personali. L’uomo che si innamora di una donna può trasferire il suo narcisismo su di lei, l’ammira e l’adora per qualità che lui ha conferito, la stessa cosa fa con i figli, proprio perché sono parte di lui, essi sono portatori di bellezza o abilità straordinarie fino a quando non diventano critici e indipendenti. Biologicamente, ai fini della sopravvivenza, l’uomo deve attribuire importanza a se stesso, da ciò prende l’energia per la propria esistenza. La domanda è: quanto deve essere grande la dimensione narcisistica per essere utile e fruttuosa nelle relazioni sociali. Esso è misurabile dal grado di compatibilità che permette nelle attività e nelle relazioni con gli altri, di mantenere una visione reale del mondo e di saperla gestire, il risultato più pericoloso è dato dalla distorsione, dalla non comprensione del giudizio razionale. Il narcisista giudica il mondo esterno, “il non io“ pregiudizialmente inferiore, pericoloso e immorale, lo distorce sottovalutandolo, sopravaluta solo ciò che pensa essere suo. Il narcisista è prevenuto reagisce con ira quando viene criticato, la critica la vive come un attacco ostile-distruttivo, non riesce ad immaginare che possa essere giustificata e appropriata. La rabbia è collegata al fatto che esso è isolato dentro il suo splendido mondo e allo stesso tempo ne è spaventato. La furia è data dal fatto che, nulla di appropriato può fare per diminuire la minaccia a causa del suo ego collassato, soltanto la distruzione di chi critica o di se stesso lo può salvare dalla minaccia. L’alternativa alla rabbia, anche esplosiva, quando si trova in una situazione di debolezza e non può infuriarsi, è la depressione data dal lutto della morte del “meraviglioso io”. Il narcisista, per evitare la depressione e non essere ferito, può seguire due strade impossibili: aumentare il narcisismo in maniera che nessuno lo critichi o tentare di trasformare la realtà facendo in modo di conformarla alla narcisistica immagine che ha di se. Un’altra strada è quella di ricevere il consenso di una o di tante persone, nel primo caso si stabilisce una folie à deux, molte relazioni e matrimoni si fondano sul consenso e sulla finzione, la seconda è quella che vediamo in molti personaggi pubblici che cercano di evitare la psicosi conquistando il consenso di centinaia o di migliaia di persone. I narcisisti, cercano di distruggere tutti i critici, perché non possono tollerare la minaccia della ragionevolezza. Anche il narcisismo patologico dei gruppi assomiglia a quello individuale, anche nei gruppi dove domina la paura, lo sguardo emotivo è rivolto al passato, vi è una spinta al conservatorismo, una mancanza di obiettività e di giudizio razionale, è visibile nell’atteggiamento necrofilo del razzismo, nelle varie forme di nazionalismo. Questi mettono minuscoli e spesso ininfluenti frammenti di verità per costruire montagne di falsità. Quando le azioni politiche si fondano sull’autoglorificazione, la mancanza del senso della realtà conduce a conseguenze disastrose. Durante la seconda guerra mondiale il narcisismo irrealistico dei generali tedeschi portò a sottovalutare la potenza bellica degli USA e il freddo della Russia. L’elemento di soddisfazione, come in quello individuale è dato dall’autoinganno della superiorità che si trasforma in ideologia del potere che fa ritenere pregiudizialmente inferiori tutti gli altri. In diverse religioni, la superiorità è data dal ritenere come vero Dio, solo il proprio, in situazioni razzistiche, il dato di superiorità nasce dalla presunzione intellettiva dedotta dalla detenzione dei mezzi di produzione economica, l’etnocentrismo narcisistico, nell’Europa coloniale si fondava sulla superiorità del progresso tecnologico, attribuito ad un’intelligenza superiore. Come nel narcisismo individuale anche in quello sociale agiscono gli stessi meccanismi, il narcisista risolve il problema della sofferenza con la distruzione di chi ha provocato la ferita o con l’autodistruzione depressiva. Le guerre che ciclicamente gli stati europei si sono dichiarate hanno avuto come fondamento il bisogno di lenire le ferite subite, tramite l’annientamento dell’offensore. Un gruppo caratterizzato da narcisismo maligno, ha la necessità di un leader forte nel quale potersi identificare, su questa “divinità“, proietta il proprio narcisismo, stabilendo una dipendenza simbiotica e perciò idolatrica. Più grandi sono le manifestazioni di potenza del leader, più potente si sente il seguace. Il leader semi folle, semi psicotico, spesso, è colui che riscuote il maggiore successo, questo, può reggere fino a quando le sue irrealistiche spinte narcisistiche, inevitabilmente non lo condurranno a commettere errori, allora arriverà la sua disintegrazione psichica che può anche diventare fisica. L’orientamento narcisistico restringe la ragione e le emozioni, i narcisisti sono costretti ad ammirare solo componenti che rientrano nella loro sfera emotiva, da questo, dipende la visione irreale delle cose, la restrizione e la perdita della ragione. La relazione “amorosa narcisista” resta imperniata sulla permalosità e la sospettosità, il clima insopportabile porta a cercare soddisfazioni narcisistiche in altre persone. Per il narcisista il compagno o la compagna non diventa mai una persona con pieni diritti, perché non viene vista nella sua realtà. L’amore, può essere realizzato solo fra due realtà separate ben individuate che al momento giusto si sanno ritrovare, dove l’altra parte è vista nella sua oggettiva pienezza e non come glorificazione di se. Per sperimentare l’amore è necessario sapere reggere i momenti di separazione e questo può accadere, quando: “io riesco ad essere te“, quando l’altro, riesce ad essere altro da Sé, allora il monodialogo può diventare ragionamento dialogante.Alice Miller, in:  &#8220;La rivolta del corpo&#8221;, descrive come l’individuo si oppone al falso nutrimento e pretenda incondizionatamente la verità: finché essa non è riconosciuta e i veri sentimenti nei confronti dei genitori continuano a essere ignorati, la patologia permane fino alla morte.Alice Miller, spera che il potere del quarto comandamento: “onora il padre e la madre“, possa perdere forza e acquistare una dimensione non idolatrica, reale che consente di prestare ascolto ai bisogni fondamentali del corpo, alla sua esigenza di verità, alle sue percezioni, sensazioni e conoscenze. L&#8217;autrice afferma che si possono ignorare i messaggi del corpo, ma vale sempre la pena di tenere nella giusta considerazione la rivolta che esso esprime, poiché la sua lingua è l&#8217; autentica espressione del vero Sé e della forza insita nell’essere vivi.</p>
<p>Articolo redatto da:</p>
<ul>
<li>Dott. Giuseppe Battaglia: Vice Direttore e analista didatta.</li>
<li>Dott. Giuseppe Ferrari: Direttore Istituto E. Fromm di Bologna.</li>
</ul>
<h3>Sinossi</h3>
<p>Attraverso un’approfondita analisi del “narcisismo”, gli autori mostrano come la psicoanalisi a partire da Freud, prendendo ad esempio il mito di Narciso narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, abbia elaborato la teoria del disturbo narcisistico della personalità. Secondo Freud tutti nascono con una quota di narcisismo primario che in un percorso di vita normale viene ridotto, diventando socialmente compatibile con la realtà. Ciò non avviene negli schizofrenici, il che implica l’incapacità di instaurare una sana relazione con il mondo esterno. Secondo le teorie di Fromm, esistono due forme di narcisismo: quella “benigna”, produttiva e quella “maligna”, “distruttiva”. Il narcisista vive isolato nel suo mondo: ha una visione irreale delle cose esterne, di cui spesso ha paura e sospetto; è incapace di inserirsi in un progetto e di costruire rapporti con altre persone; eppure egli è costretto a vivere nella società e gli autori illustrano come agisce per evitare depressione e psicosi. Di grande interesse è l’applicazione del concetto di “narcisismo individuale” applicato alla realtà in cui si sostiene che qualunque gruppo (religioso, politico, artistico) che voglia formarsi, sviluppare progetti e avere successo debba essere sostenuto da un’adeguata energia narcisistica dei suoi membri e in particolare dal suo leader. Un elevato grado di narcisismo porta, come hanno dimostrano i casi di alcune dittature del Novecento alla distruttività. Il narcisismo dei gruppi, può diventare patologico come quello degli individui.</p>
<h3>Bibliografia</h3>
<ul>
<li><strong>Freud S.</strong>, <em>Introduzione al narcisismo</em>, Vol. 7, Torino, Boringhieri, 1914.</li>
<li>
<strong>Freud S.</strong>,<em> Alcuni tipi di carattere tratti dal lavoro psicoanalitico</em>, Vol.8, Torino, Boringhieri, 1916.</li>
<li><strong>Freud S.</strong>, <em>Al Di la del principio di piacere</em>, Torino, Boringhieri, 1920.
</li>
<li><strong>Fromm E.</strong>, <em>Amore per la Vita </em>(1971/1979), Milano, A. Mondadori 1984.
</li>
<li><strong>Fromm E.</strong>, <em>Anima e Società </em>(1992), Milano, A. Mondadori, 1993.
</li>
<li><strong>Fromm E.</strong>, <em>Arte di Amare (L’)</em> (1956), Milano, Il Saggiatore, 1980.
</li>
<li><strong>Fromm E.</strong>, <em>Avere o Essere</em> (1976), Milano, A. Mondadori, 1977.
</li>
<li><strong>Fromm E.</strong>, <em>Dalla parte dell&#8217;Uomo &#8211; Man for himself </em>(1947), Roma, Astrolabio, 1971.
</li>
<li><strong>Miller A.</strong>, <em>Il dramma del bambino dotato </em>(1985), Torino, Bollati Boringhieri, 2008.
</li>
<li><strong>Miller A.</strong>,<em> Il bambino inascoltato</em> (1989), Torino, Bollati Boringhieri, 2010.
</li>
<li><strong>Miller A.</strong>,<em> L’infanzia rimossa</em> (1990), Milano, Garzanti, 1995.
</li>
<li><strong>Miller A.</strong>,<em> Le vie della vita. Sette storie</em> (1998), Milano, Garzanti, 1999.
</li>
<li><strong>Miller A.</strong>, <em>La rivolta del corpo. Come superare i danni di un&#8217;educazione violenta</em>, Raffaello Cortina, 2005.
</li>
<li><strong>Jung G.</strong>, <em>Bene e male nella psicologia analitica</em>, Torino, Boringhieri, 1993.
</li>
<li><strong>Jung G.</strong>, <em>Coscienza inconscio e individuazione</em>, Torino, Boringhieri, 1985.
</li>
<li><strong>Jung G.</strong>, <em>La psicologia dell&#8217;inconscio</em>, Torino, Boringhieri, 1968.
</li>
<li><strong>Publio Ovidio Nasone</strong>,<em> Le metamorfosi</em>, Torino, Einaudi, 2005.
</li>
</ul><p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/il-narcisismo/">Il Narcisismo</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Relational Perspectives on Development and Clinical Interaction</title>
		<link>https://www.istitutoerichfromm.it/relational-perspectives-development/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marcello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2014 16:25:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[lezione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>6 aprile  2014  h. 10.00 -17.00 presso Istituto Erich Fromm Bologna</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>6 aprile 2014 h. 10.00 -17.00</h3>
<p>presso Istituto Erich Fromm Bologna</p>
<p>Ingresso gratuito per gli allievi, i soci e gli psicoanalisti dell’istituto.</p>
<p>Info: istitutoerichfromm@gmail.com</p>
<p>Dr. Pasqual J. Pantone</p>
<p>Director of Clinical Education, Fellow, Training and Supervising Analyst, Faculty, Psychoanalytic Division, William Alanson White Institute; Supervisor, Faculty, Former Co-Director, Co-founder, Child and Adolescent Psychotherapy Training Program, William Alanson White Institute; Co-Author, Relational Child Psychotherapy, Other Press, 2002.</p>
<h3>REGISTRAZIONE VIDEO DELLA LEZIONE NEL LINK QUI SOTTO:</h3>
<p>1° parte</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/mbLsTPSYVHE" width="100%" height="550" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>2° parte</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/WDEs5nuJ5Bk" width="100%" height="550" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p><p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/relational-perspectives-development/">Relational Perspectives on Development and Clinical Interaction</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un viaggio all&#8217;inferno: l&#8217;analisi reciproca fra Sándor Ferenczi ed Elizabeth Severn</title>
		<link>https://www.istitutoerichfromm.it/seminario-gianni-guasto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marcello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2014 14:25:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[seminario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoerichfromm.it/?p=197</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un viaggio all'inferno: l'analisi reciproca fra Sándor Ferenczi ed Elizabeth Severn, a cura del Dr. Gianni Guasto.</p>
<p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/seminario-gianni-guasto/">Un viaggio all’inferno: l’analisi reciproca fra Sándor Ferenczi ed Elizabeth Severn</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>Seminario a cura del Dr. Gianni Guasto</h3>
<p>5 aprile 2014 h. 9.00 -15.30</p>
<p>presso Istituto Erich Fromm Bologna</p>
<p>Ingresso gratuito per gli allievi, i soci e gli psicoanalisti dell’istituto.</p>
<p>Info: <a href="mailto:istitutoerichfromm@gmail.com">istitutoerichfromm@gmail.com</a></p>
<h3>Chi è Gianni Guasto?</h3>
<p>Medico psichiatra di formazione psicoanalitica, Gianni Guasto ha lavorato per oltre venticinque anni in consultori pubblici dedicati allo sviluppo infantile e alle dinamiche familiari.</p>
<p>Si è occupato di relazioni traumatiche delle più svariate tipologie. Dall&#8217;osservazione dell&#8217;influenza degli stati deliranti dei genitori sullo psichismo infantile, allo sviluppo di bambini oggetto di malaccudimento, di violenza psicologica, fisica e sessuale. Inoltre si è occupato di donne adulte vittime di violenza di genere.<br />
Pratica privatamente la psicoanalisi con particolare attenzione per gli stati post traumatici e per gli stili di relazione analitica di marca bipersonalista.</p>
<p>L&#8217;attenzione alle problematiche dell&#8217;infanzia danneggiata lo hanno portato a muoversi da un&#8217;iniziale formazione orientata in senso kleiniano allo studio della applicazioni possibili del pensiero di Sándor Ferenczi, di cui ha studiato le opere e la peculiare vicenda esistenziale.</p><p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/seminario-gianni-guasto/">Un viaggio all’inferno: l’analisi reciproca fra Sándor Ferenczi ed Elizabeth Severn</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ad absurdum: Diario Clinico di Sándor Ferenczi</title>
		<link>https://www.istitutoerichfromm.it/considerazioni-sandor-ferenczi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marcello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2013 11:32:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ferenczi]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[Guasto]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoerichfromm.it/?p=280</guid>

					<description><![CDATA[<p>Conferenza: 16 Novembre 2013<br />
Ore 10:00-17:00<br />
Presso l'Istituto Erich Fromm, Bologna</p>
<p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/considerazioni-sandor-ferenczi/">Ad absurdum: Diario Clinico di Sándor Ferenczi</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Considerazioni in margine al Diario Clinico di Sándor Ferenczi</h2>
<p>La <strong>Conferenza</strong> si terrà il <strong>16 Novembre 2013 con orario 10:00-17:00, presso l&#8217;Istituto Erich Fromm di Bologna</strong>.<br />
L&#8217;evento sarà tenuto da:</p>
<ul>
<li><strong>Dott. Gianni Guasto</strong>: Psichiatra</li>
</ul>
<p>Ingresso gratuito a Psicologi, Medici, Psicoterapeuti.<br />
<strong>Per info</strong> scrivere a <em>istitutoerichfromm@gmail.com</em></p>
<h3>Dott. Gianni Guasto</h3>
<p>Medico psichiatra di formazione psicoanalitica, l&#8217;attenzione alle problematiche dell&#8217;infanzia danneggiata lo ha portato allo studio della applicazioni possibili del pensiero di Sándor Ferenczi, di cui ha studiato le opere e la peculiare vicenda esistenziale.</p>
<blockquote><p>Certe fasi dell’analisi reciproca rappresentano<br />
la rinuncia totale, da una parte e dall’altra,<br />
a qualsiasi imposizione e autorità;<br />
esse danno l’impressione di due bambini<br />
ugualmente spaventati che si scambiano le esperienze<br />
e che a causa del loro identico destino si capiscono fino<br />
in fondo e cercano istintivamente di farsi coraggio.</p></blockquote>
<p>Sándor Ferenczi<br />
(13 marzo 1932, Diario Clinico)</p><p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/considerazioni-sandor-ferenczi/">Ad absurdum: Diario Clinico di Sándor Ferenczi</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Erich Fromm, amore per la vita</title>
		<link>https://www.istitutoerichfromm.it/erich-fromm-amore-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marcello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2013 16:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[irrazionalità]]></category>
		<category><![CDATA[narcisismo]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoerichfromm.it/?p=233</guid>

					<description><![CDATA[<p>Seminario su Erich Fromm in quattro incontri.</p>
<p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/erich-fromm-amore-vita/">Erich Fromm, amore per la vita</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giuseppe Ferrari, Giuseppe Battaglia</p>
<p>4 Incontri Venerdì ore 16-18<br />
Sede Università Primo Levi<br />
Via Azzo Gardino, 20/B Bologna</p>
<p><strong>I Incontro 11/01/2013</strong> &#8220;Il Narcisismo&#8221; Giuseppe Ferrari</p>
<p><strong>II Incontro 18/01/2013</strong> &#8220;La Speranza&#8221; Giuseppe Battaglia</p>
<p><strong>III Incontro 25/01/2013</strong> &#8220;La Speranza&#8221; Giuseppe Battaglia</p>
<p><strong>IV Incontro 01/02/2013</strong> &#8220;La Crisi tra Narcisimo e Speranza&#8221; Giuseppe Ferrari, Giuseppe Battaglia</p>
<p>In <em>Psicoanalisi dell’amore</em> (1964), per molti aspetti complementare all’Arte di amare, Fromm afferma che: la fonte dell’irrazionalità e del male, non è nell’uomo ma nella società, in specie quella contemporanea. Fromm, mette in rilievo tre fenomeni che formano l’aspetto più deviato e pericoloso dell’orientamento dell’uomo: amore per la morte (necrofilia), narcisismo maligno e fissazione simbiotica. Quest’ orientamento, produce la sindrome di decadimento, che spinge a distruggere per amore della distruzione e ad odiare per odiare. All’opposto della sindrome di decadimento vi è la sindrome di crescita, che consiste nell’amore per la vita contro la morte, nell’amore per l’uomo contro il narcisismo, e nella ricerca di indipendenza contro la fissazione simbiotica.</p><p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/erich-fromm-amore-vita/">Erich Fromm, amore per la vita</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anoressia/Amoressia, una lettura psicodinamica tra fotografia e psicoanalisi</title>
		<link>https://www.istitutoerichfromm.it/anoressia-amoressia-tra-fotografia-psicoanalisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marcello]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2012 10:09:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[amoressia]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[fabroni]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[psicoanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[sguardo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoerichfromm.it/?p=274</guid>

					<description><![CDATA[<p>Terzo evento del ciclo "Il senso dello sguardo".<br />
Presentazione: 9 Novembre 2012, h 11:00<br />
Presso il Dipartimento di Arti Visive, Università di Bologna<br />
Workshop: 10-11 Novembre 2012<br />
Presso l'Istituto Erich Fromm, Bologna</p>
<p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/anoressia-amoressia-tra-fotografia-psicoanalisi/">Anoressia/Amoressia, una lettura psicodinamica tra fotografia e psicoanalisi</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il Senso dello Sguardo &#8211; Un approfondimento fototerapeutico</h2>
<p>La <strong>Presentazione</strong> dell&#8217;evento si terrà il <strong>9 Novembre 2012 alle ore 11:00, presso il Dipartimento di Arti Visive dell&#8217;Università di Bologna</strong>.<br />
L&#8217;evento sarà tenuto da:</p>
<ul>
<li><strong>Giuseppe Ferrari</strong>: Psicanalista Istituto Erich Fromm</li>
<li><strong>Anna Fabroni</strong>: Fotografa</li>
</ul>
<p>Seguirà il <strong>Workshop</strong> in data <strong>10 e 11 Novembre presso l&#8217;Istituto Erich Fromm, Bologna</strong><br />
via Marconi, 16<br />
Costo di iscrizione: 120€<br />
<strong>Per iscriversi</strong> scrivere a Serena Calò <em>calo.serena@gmail.com</em></p>
<h3>Diario visivo &#8211; <em>Self write</em> e<em> self portrait </em>di Anna Fabroni</h3>
<blockquote><p>Per molto tempo ho vissuto il momento della fotografia e della scrittura come due forme espressive che coincidevano nel momento ma che non si appartenevano.<br />
Solo dopo molti anni ho capito che invece, scrittura e fotografia sono due fasi dello stesso momento. Il <strong>Diario Visivo</strong>, così chiamerò questo metodo, ha di diverso da un comune diario personale, che non viene scritto di giorno in giorno parlando del presente o di quello che è appena accaduto. Al contrario è un diario proiettato al passato, è ritornare su quanto abbiamo vissuto per entrare nella profondità del nostro essere, dove spesso si nascondono, o abbiamo nascosto, le nostre interruzioni emotive.</p></blockquote>
<h3>Anna Fabroni</h3>
<p>nata a Sora nel 1976 si trasferisce in Molise nel 1980 dove vive tuttora. A diciotto anni è a Roma dove frequenta l&#8217;Università di Lettere (mai finita) e lavora come modella.<br />
Proprio su un set fotografico conosce il fotografo che le regala la sua prima macchina fotografica con cui inizia il suo primo racconto &#8220;Costole&#8221;, una raccolta di autoritratto che vince un premio all&#8217;interno del portfolio di Savignano. Espone in collettive e personali, seguita dal gallerista Boggiano, lavora come fotografa di moda e tiene corsi sull&#8217;autoritratto terapeutico.<br />
I suoi scritti sono stati pubblicati come appendice o interventi in diversi libri, tra cui &#8220;Autofocus&#8221; di Stefano Ferrari, ed. Clueb.</p><p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/anoressia-amoressia-tra-fotografia-psicoanalisi/">Anoressia/Amoressia, una lettura psicodinamica tra fotografia e psicoanalisi</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il metodo Self-Portrait Experience incontra la psicoanalisi</title>
		<link>https://www.istitutoerichfromm.it/self-portrait-incontra-psicoanalisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marcello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2012 09:23:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fototerapia]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[Nuñez]]></category>
		<category><![CDATA[psicoanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Self-Portrait]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoerichfromm.it/?p=266</guid>

					<description><![CDATA[<p>Primo evento del ciclo "Il senso dello sguardo".<br />
Presentazione: 12 Ottobre 2012, h 11:00<br />
Presso il Dipartimento di Arti Visive, Università di Bologna<br />
Workshop: 13-14 Ottobre 2012<br />
Presso l'Istituto Erich Fromm, Bologna</p>
<p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/self-portrait-incontra-psicoanalisi/">Il metodo Self-Portrait Experience incontra la psicoanalisi</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il Senso dello Sguardo &#8211; Un approfondimento fototerapeutico</h2>
<p>La <strong>Presentazione</strong> dell&#8217;evento si terrà il <strong>12 Ottobre 2012 alle ore 11:00, presso il Dipartimento di Arti Visive dell&#8217;Università di Bologna</strong>.<br />
L&#8217;evento sarà tenuto da:</p>
<ul>
<li><strong>Serena Calò</strong>: Psicanalista Istituto Erich Fromm</li>
<li><strong>Cristina Nuñez</strong>: Artista e fotografa</li>
</ul>
<p>Seguirà il <strong>Workshop</strong> in data <strong>13 e 14 Ottobre presso l&#8217;Istituto Erich Fromm, Bologna</strong><br />
via Marconi, 16<br />
Costo di iscrizione: 250€<br />
<strong>Per iscriversi</strong> scrivere a Serena Calò <em>calo.serena@gmail.com</em></p>
<h3>The Self-Portrait Experience</h3>
<p>Il metodo <em>The Self-Portrait Experience</em> di Cristina Nuñez permette di sperimentare intensamente il processo creativo e, sotto la guida dell&#8217;artista, imparare a trasformare emozioni in arte. Nell&#8217;autoritratto siamo, allo stesso tempo, autore, soggetto e spettatore. La potente dinamica tra i tre ruoli spinge il nostro inconscio a &#8220;parlare&#8221; con il linguaggio dell&#8217;arte e le iconografie. <strong>Stare di fronte all&#8217;obiettivo stimola un dialogo tra la mente pensante e le viscere per attingere da un&#8217;inesauribile fonte di contenuti</strong>.<br />
Il workshop è dedicato all&#8217;esercizio delle emozioni. In sessioni individuali i partecipanti scatteranno &#8220;autoritratti condivisi&#8221; e lavoreranno sull&#8217;espressione delle emozioni. Nella giornata successiva, si lavorerà in gruppo sulla percezione e scelta delle opere con l&#8217;aiuto di criteri artistici specifici, il dialogo tra le immagini e lo <em>storytelling</em>.</p>
<h3>Cristina Nuñez</h3>
<p>Artista-fotografa spagnola, autrice di numerosi progetti fotografici, pubblicati ed esposti in Italia e all&#8217;estero. Nuñez è anche facilitatrice dell&#8217;autoritratto terapeutico secondo il suo metodo che insegna in Italia, Finlandia, Spagna, UK e Stati Uniti, in università, scuole, aziende, carceri e centri di salute mentale.<br />
Per approfondimenti:<br />
<a href="http://www.cristinanunez.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.cristinanunez.com</a><br />
<a href="http://www.self-portrait.eu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.self-portrait.eu</a></p>
<h3>The Self-Portrait Experience incontra la psicoanalisi</h3>
<p>Durante questa iniziativa, daremo al metodo di Cristina Nuñez un inquadramento psicologico, sia teorico che pratico.<br />
Nelle sessioni di gruppo verranno elaborati emozioni, affetti, pensieri del gruppo o del singolo membro grazie ai concetti psicoanalitici di inconscio di gruppo e sogno.<br />
Durante l&#8217;analisi, il racconto del sogno e le sue associazioni riportano il paziente ad un contatto con il proprio inconscio. Così come l&#8217;inconscio ci parla attraverso i sogni, l&#8217;autoritratto ci svela l&#8217;inconscio attraverso l&#8217;immagine.<br />
Figure archetipiche, animali totemici, simboli, potenzialità, risorse, passato, presente e futuro si svelano nello sguardo, attraverso le pieghe del viso, del corpo, nel momento in cui il soggetto è immerso nella propria vita interiore e si auto-svela nell&#8217;autoritratto.</p>
<h3>Serena Calò</h3>
<p>Psicologa, Psicoterapeuta, specializzata in Psicologia-Psicoanalitica presso l&#8217;Istituto Erich Fromm di Per approfondimenti:<br />
<a href="http://www.istitutoerichfromm.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.istitutoerichfromm.it</a></p><p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/self-portrait-incontra-psicoanalisi/">Il metodo Self-Portrait Experience incontra la psicoanalisi</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La psicologia dell&#8217;arte si intreccia con il colloquio clinico</title>
		<link>https://www.istitutoerichfromm.it/psicologia-dellarte-intreccia-colloquio-clinico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marcello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 09:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Fototerapia]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoerichfromm.it/?p=271</guid>

					<description><![CDATA[<p>Secondo evento del ciclo "Il senso dello sguardo".<br />
Presentazione: 26 Ottobre 2012, h 11:00<br />
Presso il Dipartimento di Arti Visive, Università di Bologna<br />
Workshop: 27-28 Ottobre 2012, h 9:30-13 / 14:30-18:00<br />
Presso l'Istituto Erich Fromm, Bologna</p>
<p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/psicologia-dellarte-intreccia-colloquio-clinico/">La psicologia dell’arte si intreccia con il colloquio clinico</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il Senso dello Sguardo &#8211; Un approfondimento fototerapeutico</h2>
<p>La <strong>Presentazione</strong> dell&#8217;evento si terrà il <strong>26 Ottobre 2012 alle ore 11:00, presso il Dipartimento di Arti Visive dell&#8217;Università di Bologna</strong>.<br />
L&#8217;evento sarà tenuto da:</p>
<ul>
<li><strong>Francesca Belgiojoso</strong>: Psicanalista Studio ArteCrescita</li>
<li><strong>Francesca Catastini</strong>: Fotografa</li>
</ul>
<p>Seguirà il <strong>Workshop</strong> in data <strong>27 e 28 Ottobre, con orario 9:30-13 / 14:30-18:00, presso l&#8217;Istituto Erich Fromm, Bologna</strong><br />
via Marconi, 16<br />
Costo di iscrizione: 120€<br />
<strong>Per iscriversi</strong> scrivere a Serena Calò <em>calo.serena@gmail.com</em></p>
<h3>Fotografia, psicologia e creatività: un workshop esperienziale</h3>
<p>Rivolto a <strong>fotografi, psicologi, arteterapeuti</strong> e a chiunque sia interessato ad esplorare la propria creatività attraverso l&#8217;integrazione di psicologia e fotografia.<br />
A partire dal <em>Photolangage</em>, l&#8217;utilizzo della fotografia come strumento di mediazione di pensieri, parole ed emozioni di gruppo, <strong>si lavorerà per la comprensione e il sostegno del proprio processo creativo</strong>.<br />
Secondo le <em>PhotoTherapy Techniques</em> di <strong>Judy Weiser</strong> lavoreremo con fotografie portate dagli utenti fatte in base ai compiti assegnati (le indicazioni riguardo i compiti e le fotografie da portare verranno date dopo l&#8217;iscrizione).<br />
Concluderemo il percorso con una <strong>riflessione anche pratica sull&#8217;autoritratto</strong> secondo la teoria di <strong>Stefano Ferrari</strong>.<br />
Gli esercizi svolti verranno discussi in gruppo, in modo da permettere ai singoli di elaborare l&#8217;esperienza attraverso il confronto con l&#8217;altro.</p>
<h3>Francesca Belgiojoso</h3>
<p>Psicologa, Psicoterapeuta in formazione psicoanalitica presso la Scuola di Specializzazione Minotauro (A.r.p.ad., Milano), dal 2005 collabora con l&#8217;International Association for Art and Psychology svolgendo attività di ricerca in psicologia dell&#8217;arte. Nel 2010 ha fondato insieme a tre colleghe lo Studio ArteCrescita: grazie alla sua formazione sia in campo psicologico che artistico, integra psicologia e fotografia nei colloqui clinici individuali, attraverso le <em>PhotoTherapy Techniques</em> di Judy Weiser, e nella conduzione di gruppi attraverso il <em>Photolangage</em>. Lavora con artisti e fotografi fornendo un sostegno al processo creativo all&#8217;interno di un percorso che utilizza la fotografia come strumento di esplorazione di sé.<br />
Per approfondimenti:<br />
<a href="http://www.studioartecrescita.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.studioartecrescita.com</a><br />
<a href="http://www.istitutoerichfromm.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.istitutoerichfromm.it</a></p><p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/psicologia-dellarte-intreccia-colloquio-clinico/">La psicologia dell’arte si intreccia con il colloquio clinico</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non sei solo: la prevenzione del disagio psichico</title>
		<link>https://www.istitutoerichfromm.it/non-sei-solo-disagio-psichico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[marcello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Sep 2012 15:37:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[ascom]]></category>
		<category><![CDATA[disagio psichico]]></category>
		<category><![CDATA[Fromm]]></category>
		<category><![CDATA[supporto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.istitutoerichfromm.it/?p=242</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da settembre l'Istituto fornirà supporto nella prevenzione del disagio psichico.</p>
<p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/non-sei-solo-disagio-psichico/">Non sei solo: la prevenzione del disagio psichico</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Istituto Erich Fromm e Ascom Provincia di Bologna ancora insieme nella prevenzione del disagio psichico.</h2>
<p>Le Dottoresse Serena Calò e Francesca Cosentino, Psicoanaliste dell&#8217;Istituto Erich Fromm, a partire dal 3 settembre impegnate a dare supporto a chi vive condizioni di disagio e sofferenza dovute a situazioni economiche e professionali critiche.</p><p>The post <a href="https://www.istitutoerichfromm.it/non-sei-solo-disagio-psichico/">Non sei solo: la prevenzione del disagio psichico</a> first appeared on <a href="https://www.istitutoerichfromm.it">Istituto Erich Fromm Bologna</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
