Un caro ed affettuoso saluto a Jorge Silva-Garcia, Maestro ed Amico

Un caloroso saluto ad uno dei primi allievi di Erich Fromm e ad un Grande Maestro

Lo scorso 8 gennaio 2014 è morto nel Tlalpan, Messico, all’età di 94, il Dottor Jorge Silva Garcia, Docente, Analista Didatta, Supervisore e Socio Onorario del nostro Istituto.
Nel 1951, quando venne conferito a E.Fromm l’incarico di professore straordinario alla Facoltà di Medicina dell’Università Nazionale Autonoma del Messico, per la formazione in psicoanalisi, Silva Garcia fu uno fra i primi allievi.

Nel 1963 venne inaugurato l’Istituto di Psicoanalisi a Città del Messico dove è stato, docente, analista didatta, supervisore e per molti anni in contatto con Fromm. E’ stato membro del Comitato Esecutivo della Federazione Internazionale Psicoanalitica (IFPS), rappresentando l’Istituto messicano. Dal 1985 è stato membro e socio onorario del più completo centro di documentazione sulla vita e le opere di Fromm, gli Erich Fromm Archives con sede a Tubinga, diretta dal Dott. R. Funk, esecutore testamentario.
L’Istituto bolognese fondato il 26.7.1979 col nome di “Istituto di Psicoterapia Analitica”, aveva già un orientamento teorico-clinico interpersonale. Nel 1988 un gruppo di psicoanalisti che conoscevano le opere di Fromm, intitolarono l’istituto a questo prestigioso psicoanalista. Al fine di perfezionare il nostro orientamento clinico, dato che nessuno di noi aveva avuto contatti diretti con Fromm e conoscendo l’importanza che la “tradizione orale” ha per la formazione, pensammo di avviare col Dott. Silva, prima allievo e poi per tanti anni amico di Fromm, che chiamava affettuosamente Erich, una relazione, per apprendere, usando un’espressione cara a Fromm le “regole” dell’ “arte della psicoanalisi”, vive, nella memoria degli allievi da lui analizzati.

Riconoscemmo nel Dr. Silva, la persona più indicata e avviammo a partire dal 1988 fino al 1997 una formazione. In questo periodo, Silva ha tenuto annualmente, in genere nel mese di settembre, lunghi e impegnativi seminari clinici, in particolare sulla lettura dei sogni, lasciando un’impronta profonda e una eredità importante che pensiamo sia stata fondante per la nostra formazione.

Nel 1998 e 1999, ha lavorato, sempre a Bologna, con un gruppo di analisti indipendenti staccatisi dall’istituto. Abbiamo imparato nel corso delle analisi di gruppo e individuali come usare l’attenzione fluttuante, come l’analista deve cercare di creare un clima vitale, in cui il paziente sente che l’analista sente. Un’ interpretazione, per quanto profonda possa essere, resta priva di effetto se l’atmosfera analitica è noiosa. Silva, sviluppa l’elaborazione dei sogni di Fromm, li considera un sistema aperto che può essere letto a diversi livelli che non sono mai definitivi. Il sogno è un “simbolo globale” della persona, una “foto istantanea”, un “ritratto che parla”. I sogni, non vanno mai chiusi, perché così facendo gli si toglie la parola (Silva, 1983, pp. 107-124).

Silva ci ha insegnato a interrogare i sogni, a leggere i sentimenti e i pensieri impliciti ed espliciti del sognante, ricavabili dal contenuto manifesto tramite una serie di perché e allora in gruppo ci chiedevamo e prendevamo appunti sul perché il sognatore fa questa o quella cosa, perché è presente quella scena, quel sentimento o quel pensiero e così via, perché sono assenti altre cose, avviando una discussione collettiva. Il lavoro di Silva è diventato un metodo integrato nel nostro modo di lavorare, ma quello che più resta nella memoria di tutti è l’aver conosciuto e riconosciuto in Jorge, una persona che non solo parla di biofilia ma che ha fatto di essa una modalità di essere e di vivere. Con Jorge c’era sempre Ines, sua moglie, che gli è sempre stata affettuosamente ed intellettualmente vicina, lo accompagnava sempre nei suoi viaggi ed era visibile e palpabile la loro vitalità affettiva.

Giuseppe Ferrari, Giuseppe Battaglia a nome degli Psicoanalisti Istituto Erich Fromm